L’intervista affronta il tema del documento riservato della CEI relativo alla decisione di sospendere le Messe pubbliche durante l’emergenza sanitaria. L’ospite, il giornalista Marco Tosatti, commenta il contenuto del rapporto e ricostruisce il clima di quei giorni.

1. Pressioni del governo e risposta della CEI

Tosatti sostiene che il governo abbia esercitato un forte pressing per vietare tutti gli assembramenti, includendo anche quelli religiosi. Ciò che sorprende, secondo lui, è la totale adesione della CEI alle richieste governative, senza tentare soluzioni alternative che permettessero comunque la celebrazione delle Messe in sicurezza.

2. Possibili alternative ignorate

Il giornalista elenca diverse misure che, a suo avviso, avrebbero potuto evitare la sospensione totale:

  • regolamentazione degli ingressi in chiesa come nei supermercati
  • utilizzo di volontari per controllare il numero dei fedeli
  • celebrazioni all’aperto
  • estensione del “precetto” anche alle Messe feriali per distribuire i fedeli durante la settimana
  • possibilità di ricevere l’Eucaristia individualmente

Secondo Tosatti, queste soluzioni non sono state prese in considerazione.

3. Il ruolo della Segreteria di Stato

Nel documento CEI si accenna a un confronto con la Segreteria di Stato vaticana, ma Tosatti ritiene che l’unico risultato concreto sia stato la chiusura delle Messe, segno di una collaborazione “cordiale” che in realtà avrebbe significato accettare un diktat governativo.

4. Libertà di culto e concordato

Viene citata un’intervista al magistrato Rocchi, secondo cui lo Stato non può imporre alla Chiesa decisioni sul culto. Tosatti condivide lo stupore del magistrato e afferma che i vescovi non avevano alcun obbligo giuridico di obbedire in modo così remissivo.

5. Episodi di tensione e sanzioni

L’intervista riporta alcuni episodi:

  • fedeli multati per essersi recati in chiesa
  • Messe interrotte da forze dell’ordine
  • sacerdoti sanzionati anche quando rispettavano le distanze

Tosatti interpreta questi fatti come segnali di un vulnus alla democrazia.

6. Una Chiesa percepita come remissiva

Il giornalista critica duramente la CEI, che a suo giudizio si sarebbe comportata come una “appendice” del potere politico, rinunciando a difendere la libertà di culto e trasmettendo ai fedeli l’idea che l’Eucaristia non sia così essenziale.

7. Il ruolo dei media

Tosatti denuncia anche l’atteggiamento dei grandi giornali, che definisce “asserviti” al politicamente corretto e incapaci di svolgere un ruolo critico.

8. Conclusione

L’intervista si chiude con l’auspicio che nella Chiesa e nel Paese avvenga un ripensamento, e con l’invito a non accettare passivamente decisioni percepite come ingiuste, pur mantenendo prudenza e rispetto per la salute pubblica.