Don Bosco: padre e maestro della gioventù

Don Bosco (Giovanni Melchiorre Bosco) è nato il 16 agosto 1815 a Castelnuovo d’Asti. È il fondatore dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice attualmente presenti in diverse nazioni.

Fu canonizzato da papa Pio XI nel 1934 e Giovanni Paolo II lo dichiarò “padre e maestro della gioventù” il 31 gennaio 1988.

Giovanni Bosco era un uomo umile con un cuore semplice. Ha saputo aiutare e mettersi in ascolto di tanti giovani che si sono fidati di lui.

Nel 1854, nel periodo della rivoluzione industriale e della ferrovia, molta gente lascia la campagna per trovare un futuro migliore e un lavoro a Torino. Tuttavia nell’estate del 1854 scoppia l’epidemia di colera. In pochi mesi l’Italia conterà 320.000 morti, tanti bambini e ragazzi si ritroveranno orfani senza più genitori. A Torino, Don Bosco veniva in loro aiuto e piano piano si misero a frequentare l’Oratorio. I ragazzi soccorrevano anche gli ammalati, insieme al giovane prete ed altri sacerdoti.

Don Bosco educava i giovani in diverse attività di studio e di lavoro ma soprattutto li guidava all’amicizia con il Signore (con la preghiera, la Confessione e la Comunione).

San Domenico Savio, uno di loro, usava dire : “Alla scuola di don Bosco, noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”

Per il sacerdote l’educazione era prima di tutto una scuola di vita, egli rispondeva sempre con allegria e invitava i ragazzi a fare altrettanto. Non era un’allegria ingenua, al contrario, era per lui il segreto della santità e un affidamento alla Provvidenza divina malgrado le difficoltà della vita quotidiana di ognuno….diceva: “Il demonio ha paura della gente allegra”.

Don Bosco partecipava ai divertimenti dei giovani e parlava con loro anche di storia, di scienze, di astronomia e di Dio.

L’Oratorio aprì a nuove attività per i bisogni dei ragazzi e della società dell’epoca: laboratori artigiani ma anche scuole serali per l’alfabetizzazione, il catechismo e lo studio.

Margherita Occhiena, chiamata “Mamma Margherita” aiutò suo figlio Giovanni nella sua missione con i giovani disagiati di Torino (cucinava, prendeva cura dell’orto…) e nella sua pedagogia “preventiva”. In essa Don Bosco mirava ad evitare gli errori comportamentali piuttosto che a curarli.

La sua pedagogia si basava sull’esistenza della verità e indicava ai ragazzi la strada della fiducia e della speranza…ancora oggi il suo messaggio è un richiamo per il mondo e i giovani di oggi.

“Diedi il nome di Oratorio a questa casa per indicare bene chiaramente come la preghiera sia la sola potenza sulla quale dobbiamo fare assegnamento”.

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