L’attore Vincenzo Bocciarelli, noto per numerose fiction italiane e per ruoli cinematografici, racconta il suo profondo legame con la fede e il suo impegno nel sociale. Ogni anno partecipa alla Via Crucis del centro Elaion di Eboli, interpretando Gesù insieme ai ragazzi disabili. Per lui è un’esperienza intensa, catartica e spiritualmente trasformante: vivere il dolore del Golgota lo porta a una profonda immedesimazione e a un senso di purificazione.
Bocciarelli riflette sulle dipendenze che affliggono la società moderna — dall’alcol alla droga, dal gioco al sesso — definendole “trappole” che imprigionano l’essere umano. Racconta di aver visto molte persone, anche nel mondo dello spettacolo, cadere in queste forme di schiavitù, e per questo sente il dovere cristiano di mettersi al servizio degli altri, sostenendo mamme sole, persone fragili e realtà legate alla disabilità.
Parla con grande affetto dei ragazzi diversamente abili, che considera “angeli” capaci di un amore puro, privo di sovrastrutture. I loro abbracci e la loro spontaneità lo hanno profondamente segnato.
Durante l’intervista emerge anche una riflessione sul tempo della pandemia, che per l’attore rappresenta una sorta di “quaresima collettiva”, un invito a riscoprire l’umiltà, la preghiera e la consapevolezza della fragilità umana. Bocciarelli incoraggia i cristiani a non vergognarsi della propria fede, ma a viverla apertamente.
L’attore racconta poi il suo rapporto speciale con la mistica Natuzza Evolo, che ha incontrato più volte e che considera una figura luminosa e protettiva. Condivide episodi personali legati a lei, descrivendo esperienze che definisce sorprendenti e spiritualmente profonde.
Un altro tema centrale è San Francesco d’Assisi, santo a cui Bocciarelli è molto legato e che ha interpretato in vari recital teatrali. Ricorda il Cantico delle Creature e l’importanza di mantenere vivo il legame tra attore e pubblico, soprattutto in tempi difficili.
Durante il lockdown ha creato il progetto “Bocciarelli Home Theater”, una diretta quotidiana di poesia e teatro che ha riscosso grande partecipazione, con l’obiettivo di portare bellezza e conforto nelle case.
Racconta anche le sue esperienze di fede vissute all’estero, in particolare in India e Thailandia, dove ha trovato comunità cristiane vivaci e sorprendenti. Descrive un episodio toccante avvenuto l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, quando si è imbattuto in una grande statua mariana proprio mentre cercava un luogo dove partecipare alla Messa.
Molto forte anche il suo legame con la Madonna, che visita in diversi santuari, tra cui il Divino Amore e la Madonna dei Bisognosi a Carsoli, dove ha incontrato sacerdoti che lo hanno aiutato spiritualmente.
Infine, anticipa alcuni progetti futuri: un ritorno al grande teatro con un’opera di Shakespeare e la ripresa delle riprese di un kolossal indiano in cui interpreta un ispettore di Scotland Yard.
L’intervista si chiude con un messaggio di speranza: non lasciarsi trascinare dalla negatività, ma reagire con la preghiera, il rosario e la fiducia in Dio.
















