Giornata Mondiale dei Poveri 2021: Gesù nei corpi sofferenti degli ultimi

Domenica 14 novembre si celebrerà la Giornata Mondiale dei Poveri 2021.

L’iniziativa giunge quest’anno alla sua Vª edizione, è stata istituita da Papa Francesco nel 2016 a conclusione dell’Anno della Misericordia. Venerdì 12 novembre il Santo Padre incontrerà anche ad Assisi (nella Basilica di Santa Maria degli angeli) un gruppo di 500 poveri provenienti da diversi paesi europei.

La Giornata Mondiale dei Poveri 2021 si ispira alle parole di Gesù: “I poveri li avete sempre con voi“ (Marco 14,7). Il Vangelo ci chiama alla conversione e ad aprire sempre di più il cuore.

Nella nostra società globalizzata c’è un’ingiustizia sociale diffusa: alcune persone posseggono la maggior parte della ricchezza mondiale, e molte altre persone non hanno abbastanza per vivere… mi soffermerò in particolare sulla così detta “povertà” e sugli esclusi, emarginati delle nostre vite, città quartieri, strade … immersi come dice benissimo Papa Francesco nella “cultura dello scarto”.

Come rileva l’Istat la povertà assoluta è aumentata raggiungendo il livello più elevato dal 2005. Nel 2020, secondo le stime definitive, sono oltre due milioni le famiglie in povertà assoluta (con un’incidenza pari al 7,7%), per un totale di oltre 5,6 milioni di individui (9,4%).

In Italia come in diversi altri paesi le persone hanno un lavoro precario e sono spesso vittime di pressioni o vari tipi di sfruttamento, molti non arrivano più a fine mese, spesso mancano i beni primari, avere una casa o un lavoro non è più così scontato e tante persone si ritrovano da un giorno all’altro per strada, l’aumento dei divorzi non aiuta anche in questo senso indebolendo la famiglia.

I “poveri” dei nostri tempi sono italiani, stranieri, giovani, persone anziane …. la povertà non ha età o colore di pelle ed è una disgrazia per tutti … .per fortuna ci sono associazioni, parrocchie, volontari e privati che distribuiscono cibo e offrono a volte posti letto …ma non basta.. ognuno di noi deve anche uscire da se stesso e andare verso l’altro, superare le paure e l’individualismo e fare il bene. Servono inoltre politiche coraggiose di inclusione sociale che aiutino le famiglie e gli individui, fondamenti delle nostre società.

Ancora in questi giorni si possono vedere in città tante persone accampate in gruppo o da sole a dormire per strada… sotto cartoni e coperte se sono più fortunati, a volte persone anziane che non arrivano a fine mese cercano nelle immondizie un pò di cibo, i nostri vicini senza dimora passano giornate nell’autobus a girare senza meta solo per riscaldarsi, sono anche più deboli e in preda alla violenza e cattiveria umana gratuita… la realtà concreta stessa ci interpella ed è dolorosa.

Vorrei a tale proposito raccontarvi la storia di uno di questi fratelli “invisibili” di cui sono stata testimone anni fa su un autobus di Roma: un signore senza tetto era seduto ed addormentato nel fondo dell’autobus, si vedeva che era magro e denutrito … si sentiva un cattivo odore però non mi dava fastidio più di tanto, al contrario di alcuni che salivano sull’autobus … una vera sfilata! Molte “persone per bene” si coprivano il naso e la bocca in modo esagerato e guardavano il povero uomo ridendo e facendo commenti …..ad un certo punto è salito un uomo alto di statura e ha iniziato a dire che si sarebbe dovuto buttare giù a terra l’uomo seduto nel fondo …. poi sentendosi forte del silenzio accondiscendente della gente e forse di certi sguardi complici, si è avvicinato al senza tetto dicendo di nuovo: “che dite lo buttiamo giù?”… ed è allora che ho reagito davanti a una tale ingiustizia perché la verità e la difesa dei più deboli va fatta mentre tutti tacciono. Alcune persone hanno allora iniziato a dire che avevo ragione, l’uomo ha allora reagito dicendo che era buonismo ed è sceso dall’autobus…un altro giovane uomo ha aggiunto:“ Io mi alzo presto la mattina per andare a lavorare”. Perché vi racconto questo? Non certo per incensarmi ma per testimoniare e denunciare una situazione vergognosa, e poi anche per fermarsi un attimo e riflettere.

Chiediamoci … questo uomo povero e senza tetto si meritava una tale umiliazione? Povero viveva per strada, era seduto nel fondo dell’autobus certamente per essere al caldo e si era addormentato … E a questo uomo prepotente e questa gente che lo derideva che cosa aveva preso, per voler toglierli anche la dignità? Perché buttarlo giù? Perché tacere davanti all’inaudibile? Si, era debole, ultimo tra gli ultimi, non si alzava forse per lavorare, però non era per questo un fannullone … era solo stato giorno dopo giorno emarginato dalla nostra società e l’avvenimento sull’autobus lo dimostra ancora con forza: oggi i nostri occhi e le nostre porte sono troppo spesso chiuse come i cuori.

Papa Francesco ci ricorda: “Se vogliamo veramente incontrare Cristo, dobbiamo toccare il suo corpo nei corpi sofferenti dei poveri”.

Il Vangelo di Matteo 25,35-44 è molto eloquente al riguardo:

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?”

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