Sammy Basso, nato nel 1995, ed è morto ad ottobre 2024 era uno dei pochissimi al mondo affetti da progeria, una rarissima malattia genetica che provoca invecchiamento precoce.
Nonostante la diagnosi ricevuta a due anni, ha conseguito la maturità scientifica e una laurea magistrale in Molecular Biology con 110 e lode. È anche Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana ed è oggi il paziente con progeria più longevo al mondo.
La sua missione era sensibilizzare e sostenere la ricerca, anche attraverso l’associazione fondata con i suoi genitori.
🧬 Che cos’è la progeria
Sammy spiega la malattia in modo semplice e scientifico:
- È causata da una singola mutazione genetica nel DNA.
- Questa mutazione produce una proteina anomala, la progerina, che compromette il funzionamento delle cellule.
- I sintomi sono simili a quelli dell’invecchiamento:
- problemi alle ossa e alle articolazioni
- rallentamento della crescita
- perdita del grasso sottocutaneo
- infiammazione diffusa
- soprattutto gravi problemi cardiaci, principale causa di morte precoce
- Colpisce 1 persona ogni 8 milioni; nel mondo i casi noti sono circa 130.
Il cervello, però, non è colpito, e lo sviluppo cognitivo è normale.
💪 Come trovava la forza
Sammy racconta che la progeria faceva parte della sua quotidianità:
“È la mia vita, non posso cambiarla. Posso solo viverla al meglio.”
La passione per la scienza nasce proprio dal suo percorso personale: fin da piccolo ha visitato laboratori e conosciuto ricercatori impegnati sulla sua malattia. Studiare biologia è stato naturale, un modo per capire e affrontare la progeria.
Diceva che la malattia lo limitava, ma non voleva auto‑limitarsi: per questo si impegnava a raggiungere i suoi obiettivi, anche se richiedono più fatica.
🌎 Il viaggio negli Stati Uniti
Nel 2014 ha percorso la Route 66 con i genitori, un amico e una troupe di National Geographic. Lo definisce il viaggio più bello della sua vita.
Ricorda:
- le grandi città americane
- i paesaggi naturali come Grand Canyon e Painted Desert
- il cielo stellato del deserto
- l’amicizia nata con la troupe
- l’incontro con comunità afroamericane e Amish
- l’esperienza profonda con la nazione Navajo, che gli ha dato un nome: “Nààʼtoh Sání” – persona che ha ancora molta strada da fare
🔥 Perché lo chiamavano “rivoluzionario”
Sammy non si sentiva un rivoluzionario, ma riconosceva che una scelta lo è stata: credere nella ricerca quando nessuno ci credeva.
Con i suoi genitori ha fondato l’associazione italiana per la progeria, raccogliendo fondi e collaborando con ricercatori internazionali. Oggi:
- la progeria è molto più conosciuta scientificamente
- esistono trial clinici che rallentano la malattia
- è stato sviluppato un innovativo metodo di gene editing che potrebbe un giorno correggere la mutazione
Il suo grande sogno era arrivare a una cura definitiva.
















