La puntata, ambientata nel clima natalizio, vede Rita dialogare con padre Carlos Werner, presidente della sezione italiana degli Araldi del Vangelo, per riscoprire il significato profondo del presepe e dei suoi personaggi.

Origine del presepe

Padre Carlos ricorda che il presepe nasce da San Francesco d’Assisi, che ebbe l’intuizione di celebrare la Messa davanti a una mangiatoia, con un bue e un asino vivi, per rendere tangibile la nascita di Gesù. Da lì la tradizione si diffuse in tutta la cristianità.

Il bue e l’asinello

Pur non citati esplicitamente nei Vangeli, sono presenti nella tradizione:

  • richiamano la profezia di Isaia sul popolo che non riconosce il suo Signore;
  • simboleggiano umiltà, conversione e misericordia;
  • rappresentano anche la regalità mite di Gesù e l’aiuto necessario all’apostolato.

La grotta di Betlemme

Non si sa con certezza se la grotta della nascita sia la stessa visitata dai Magi. Le case dell’epoca avevano spesso grotte-stalle annesse. Probabilmente:

  • Gesù nacque in una grotta-stalla;
  • i Magi lo trovarono poi in una casa, forse di parenti di Giuseppe.

La grotta richiama anche l’esperienza del profeta Elia, che incontrò Dio nel silenzio.

La stella cometa

Secondo San Giovanni Crisostomo, la stella era un angelo in forma luminosa. Richiama la profezia di Balaam: “sorgerà una stella da Giacobbe”, segno della regalità del Messia.

I pastori

Sono i primi adoratori perché:

  • rappresentano la semplicità e la povertà di spirito;
  • richiamano la figura del “buon pastore”, titolo che Gesù attribuirà a sé stesso;
  • anticipano la regalità misericordiosa di Cristo.

I Magi

Erano pagani ma “poveri in spirito”, ricchi materialmente ma non attaccati ai beni. Cercavano la verità e riconobbero il Re dei Giudei. Sono simbolo della conversione dei popoli. La tradizione conserva le loro reliquie nella cattedrale di Colonia.

Gli angeli

Presenti in tutto il racconto biblico, sono:

  • messaggeri di Dio nell’Antico Testamento;
  • servitori di Gesù nel Nuovo, confermando così la sua divinità.

Con i pastori mostrano la tenerezza e la gioia del cielo per la nascita del Salvatore.

San Giuseppe

Figura silenziosa ma immensa:

  • uomo giusto, cioè santo;
  • castissimo, contemplativo, obbediente;
  • padre verginale di Gesù, che accoglie il Figlio di Dio nella sua famiglia;
  • modello di umiltà, preghiera e responsabilità.

La Madonna

Maria dà il suo “sì” in piena libertà, cambiando la storia dell’umanità. Il parto è descritto come miracoloso e senza dolore, segno della sua verginità perpetua. Subito dopo avvolge Gesù in fasce, mostrando pieno dominio di sé e serenità.

Gesù Bambino

È Dio fatto uomo. Chi lo guardava con fede poteva cogliere nei suoi occhi una luce divina. Pur apparendo come un bambino normale, non aveva le fragilità dovute al peccato originale. La sua presenza irradiava innocenza, santità e una gioia profonda nell’essere tra gli uomini.

L’atteggiamento del cristiano davanti al presepe

Padre Carlos conclude ricordando che Gesù deve regnare nei nostri cuori. Il presepe non è solo una tradizione, ma un invito a mettere Cristo al centro della vita, lasciando che la sua luce trasformi ogni cosa.