Nell’intervista, Stefano Giordani racconta la vita e la testimonianza di sua moglie Simonetta Giordani, illustratrice romana nata nel 1971 e morta il 6 gennaio 2018 a causa di un tumore. La sua storia è raccolta nel libro “Una persona intorno”, che Stefano ha autoprodotto per custodire e condividere i disegni, i diari e le preghiere di Simonetta.
Chi era Simonetta
Stefano la descrive come una donna segnata da molte prove, ma capace di una gioia sorprendente, radicata nella certezza che tutto ciò che accadeva fosse nelle mani di Dio. Nonostante la malattia e le difficoltà familiari — una madre disabile e una sorella con sindrome di Down — Simonetta viveva tutto come un dono. La sorella Cristina, in particolare, le insegnò l’amore gratuito, liberandola dal bisogno di piacere a tutti.
La sua vita affettiva e la scelta della castità
Prima di conoscere Stefano, Simonetta aveva vissuto relazioni difficili, anche perché desiderava arrivare al matrimonio in castità. Molti ragazzi si allontanavano, altri la rispettavano, ma lei stessa faticava a perdonare e ad amare pienamente finché non incontrò Cristo.
L’incontro con Stefano
I due si conobbero online grazie ai fumetti che Simonetta pubblicava per hobby. Dopo anni di silenzio, si ritrovarono e iniziarono a frequentarsi. Stefano, allora ateo e anticlericale, rimase colpito dalla sua autenticità e dalla sua fede vissuta senza imposizioni. Proprio l’esempio di Simonetta lo portò gradualmente alla conversione.
Il matrimonio e il desiderio di un figlio
Sposati nel 2012, vissero anni di grande armonia. Desideravano un figlio, ma non arrivò mai. Pur incoraggiati da alcuni a ricorrere alla fecondazione artificiale, rifiutarono sempre, affidandosi alla volontà di Dio.
La malattia
Nel 2015, dopo numerosi controlli, comparve un nodulo sotto l’ascella: iniziò così il percorso oncologico. Simonetta affrontò la malattia con paura ma anche con fede, sostenuta dalla preghiera e dalla comunità neocatecumenale. Non si lasciò mai definire dalla sofferenza: persino durante le visite per l’invalidità si presentava curata e sorridente, stupendo i medici per la sua serenità.
La morte e la fecondità della sua testimonianza
Simonetta morì il giorno dell’Epifania 2018. Stefano racconta il vuoto immenso lasciato dalla sua assenza, ma anche la certezza che Dio continui a operare attraverso di lei. Il libro, nato come diario personale, è diventato una testimonianza che ha portato molte persone alla confessione e alla riscoperta della fede. Tutti i contributi ricevuti vengono devoluti in beneficenza.
Il titolo del libro
“Una persona intorno” era il nome d’arte di Simonetta (“UPI”), ma nel titolo la “P” è maiuscola: per Stefano, la vera Persona che ha accompagnato la loro storia è Dio, rappresentato anche nella copertina illustrata da Simonetta.
















