Home Testimonianze di Fede “La testardaggine di una madre porta a termine la gravidanza”

“La testardaggine di una madre porta a termine la gravidanza”

Questa è la storia di una mamma, una donna “testarda” ma in questo caso la sua testardaggine è stata la salvezza di sua figlia e come le profetizzò un sacerdote “La tua testardaggine un giorno ti salverà”, e in effetti Vincenza Sabatelli che vive con la sua famiglia a Rimini, è andata contro il volere dei medici e non ha abortito sua figlia ma fino alla fine si è aggrappata alla preghiera, e oggi la sua secondogenita Miriana ha 8 anni.

Vincenza sposa Dario il 25 maggio 2007, da questa unione, 9 mesi dopo, nasce la piccola Matilde, una bambina abbastanza vivace. Dopo la nascita della loro primogenita, Dario desiderava regalare a Matilde un fratellino o una sorellina.

Proprio per la vivacità della piccola, inizialmente Vincenza era molto spaventata dalla proposta del marito e voleva aspettare un po’ di tempo …. ma il marito insistette e così anche Vincenza accettò questa nuova avventura.

Una gravidanza difficile

La seconda gravidanza di Vincenza fu molto difficile, aveva dei dolori addominali e dei giramenti di testa, così si recò in ospedale (ancora Vincenza non sapeva di essere incinta) e all’ospedale pensarono facendo dei controlli che fosse un grosso grumolo di sangue ma sotto richiesta di Vincenza le fecero prima un’ecografia dove risultò essere incinta.

A questa notizia, Dario e Vincenza esultarono di gioia, una gioia che purtroppo durò molto poco proprio perché il medico da subito riscontrò dei grossi problemi.

Vincenza aveva un utero con delle grosse cisti ovariche ed oltre alla piccola camera gestazionale, nell’ecografia si vedeva un grosso grumolo di sangue che doveva essere espulso.

A quel punto i medici profetizzarono, un aborto spontaneo nei primi tre mesi di gravidanza. Addirittura le dissero che forse non avrebbe completato nemmeno i tre mesi, senza darle nessuna speranza la dimisero dall’ospedale e le consigliarono di “allettarsi”.

Ma Vincenza non volle fermarsi a quanto le dissero i medici e cominciò a consultare vari primari ed ambulatori in Puglia, ma tutti le consigliavano di “abortire”.

Solo un medico obiettore di coscienza, tra i vari consulti di quei mesi la incoraggiò ad andare avanti con la gravidanza.

La sentenza dei medici era sempre negativa, addirittura dissero a Vincenza che se non avesse abortito avrebbe partorito una bimba morta o comunque sia sarebbe andata incontro ad un aborto spontaneo.

Il primario, ostinato della sua sentenza, le fissò così la data dell’aborto.

In quel periodo difficile, Dario e Vincenza oltre ad avere contro i medici, anche la famiglia, i parenti e i genitori, consigliavano loro di abortire.

Ma grazie a Dio, Vincenza e Dario hanno ascoltato il loro cuore, andando contro tutto e tutti, quindi decidono di proseguire con la gravidanza.

La forza della preghiera va contro l’aborto

Ciò che ha sostenuto Vincenza, in tutti quei mesi di prova è stata la fede, e questa seconda gravidanza ha fatto sì che Vincenza si avvicinasse ancora di più alla preghiera.

Tante preghiere accompagnate da un pianto sincero hanno fatto compagnia a Vincenza in quei mesi che le hanno permesso di fidarsi ancora di più di Dio.

Arriva il giorno in cui il primario aveva fissato l’aborto, Vincenza e Dario si recano in clinica, entrano silenziosamente in un bar ma in quel loro silenzio c’era una grande unione di cuori.

Vincenza con atteggiamento deciso si reca nella stanza del primario, quest’ultimo era convinto di dover effettuare l’aborto ma con grande stupore Vincenza comunica al medico di essere decisa a proseguire con la gravidanza.

A quel punto il ginecologo, ancora una volta tenta di convincere Vincenza dicendo che stava prendendo scelta sbagliata perché prima o poi sarebbe andata incontro a delle sofferenze e ad una grande delusione in quanto ancora una volta le profetizzò che quella bambina non ce l’avrebbe fatta comunque.

I mesi successivi furono presieduti da grande preghiera e fiducia in Dio.

Il giorno del parto e la proposta del medico

Finalmente arriva la data del parto e quel giorno era proprio presente il medico che per tutti quei mesi consigliò l’aborto a Vincenza, molto stupito di vederla al nono mese di gravidanza, il primo a prendere in braccio Miriana, fu proprio il primario che vedendo quella bimba appena nata, disse “lavate questa bambina perché è figlia di un miracolo”.

Però dopo quel parto miracoloso, lo stesso medico le fece la proposta di legarle le tube, ma ovviamente Vincenza rifiutò.

Cinque anni dopo arriva Roberta Maria Rosaria

Dalla nascita di Miriana passano 5 anni, nasce nuovamente in Vincenza il desiderio di una terza gravidanza ma questa volta ad essere spaventato dalla proposta fu il marito.

Vincenza si mise a pregare tanto per realizzare questo suo desiderio, dopo un pellegrinaggio a Medjugorje fatto ad aprile, a maggio Vincenza scopre di essere incinta per la terza volta.

Vincenza consacra questo terzo dono di Dio alla Madonna e proprio il giorno in cui si commemora la Madonna di Lourdes, l’11 febbraio, succede qualcosa di straordinario.

Roberta Maria Rosaria, il nome della sua ultima bimba arrivata, doveva nascere a marzo, tutte e 3 le sorelline sono state concepite a maggio e tutte tre, sono poi nate nella stessa settimana di febbraio.

Il ginecologo le disse che Roberta doveva nascere il 7 marzo, a quel punto Vincenza consultando il calendario, voleva vedere quale data mariana ci fosse vicina a quella della nascita perché essendo molto devota alla Madonna le sarebbe piaciuto che nascesse in coincidenza ad una data mariana. L’unica data mariana vicina al 7 marzo era l’11 febbraio ma chiaramente era quasi un mese di anticipo.

A quel punto Vincenza comincia a pregare la Madonna chiedendo che questo suo desiderio si avverasse.

La Madonna esaudisce il suo desiderio l’11 febbraio

L’8 febbraio, Vincenza si trovava in Puglia e tutte le sere si recava a messa, durante la santa messa Vincenza sentiva che il Signore avrebbe esaudito le sue preghiere così in ginocchio chiese alla Madonna se fosse possibile far nascere la bimba il giorno della Madonna di Lourdes ovvero l’11 febbraio.

Il sacerdote quella sera invitò i parrocchiani ad andare alla messa dell’11 sera che sarebbe stata celebrata per gli ammalati, così uscendo dalla messa insieme alla sorella, sua sorella disse a Vincenza che l’11 sarebbero andate ad assistere alla liturgia per gli ammalati ma a quel punto Vincenza disse a sua sorella che non ci sarebbe stata perché avrebbe partorito.

Ovviamente in famiglia nessuno le credette proprio perché era quasi un mese prima.

Il 10 febbraio alle ore 18 cominciano le doglie per Vincenza!

Così Vincenza chiama il marito che si trovava a Rimini, lo avvisa del parto imminente e dopo di chè si reca in ospedale accompagnata dal fratello che allo stesso tempo era molto incredulo del fatto che Vincenza era già entrata nel bel mezzo del travaglio.

Con la sua testimonianza Vincenza, vuole dare un messaggio, quello di escludere il consiglio dei medici o di altre persone che considerano l’aborto come soluzione terapeutica a molti problemi.

La vita è un dono dal momento del concepimento, aldilà di tutto, perché è Dio che dona e Dio che toglie. L’uomo non è padrone della vita di nessuno nemmeno della sua stessa vita. Vincenza invita alla preghiera e ad avere fiducia in Dio e nella sua volontà.

La gioia nel dare la vita e nel concepire un figlio, solo Dio è in grado di donarla e nessuno ha il diritto di toglierla.

Servizio di Rita Sberna