La testimonianza di don Maurizio rapito in Nigeria due volte

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Don Maurizio Pallù sa bene cosa significa essere rapiti in Africa, lui per due volte è stato in mano ai rapitori a distanza di un anno.

La prima volta venne rapito il 13 ottobre 2016 e la seconda volta il 13 ottobre 2017, sempre per mano delle bande criminali nigeriane. Il primo rapimento fu breve e il secondo un pò più lungo, il tempo giusto che gli ha permesso di conoscere la mentalità nigeriana.

Il sacerdote dice di non avere provato mai rancore e risentimento per i suoi rapitori, anche se il percorso di perdono è molto lungo. Don Maurizio pregava per i rapitori e quando disse al capo della banda che lui pregava per loro, si è allentata la tensione tantà che il rapitore gli offrì anche una sigaretta ringraziandolo per le preghiere.

Dopo quell’episodio smisero di trattare male anche gli altri due ostaggi, un musulmano e una donna. Quel giorno era il 13 ottobre 2017, giorno in cui ricorre il miracolo del sole a Fatima e non a caso, don Maurizio è un grande devoto di Maria.

Don Maurizio è stato costretto a bere acqua sporca di terra, ha sofferto la fame ma dice che i rapitori non erano terroristi ma banditi comuni tantè che gli hanno consentito di tenere un’immagine della Madonna.

Il sacerdote racconta ad In Terris che lui non ha mai subìto violenze ma gli altri due prigionieri si: il musulmano veniva bastonato tutti i giorni e la donna è stata abusata più volte violentemente.

Sulla conversione all’Islam di Silvia Romano dichiara ad In Terris: “Su questi eventi è difficile pronunciarsi, i diari della ragazza sono stati sottratti, non possiamo metterci nelle sue scarpe. Certo quando uno si trova in balia totale di altre persone ci si aggrappa anche a dei sequestratori come un ancora di salvataggio. Si cerca di entrare in relazione con loro per uscirne vivi”.

 

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