L’intervista presenta Antonio e Luisa De Rosa, coppia sposata dal 2002, impegnata nella pastorale familiare e autrice del libro L’ecologia dell’amore. La loro esperienza nasce dall’incontro con padre Raimondo Bardelli, frate cappuccino, che li ha introdotti alla teologia del corpo di San Giovanni Paolo II e a una visione integrale dell’amore coniugale. Da questo cammino è maturato il desiderio di condividere ciò che hanno scoperto, prima attraverso testimonianze e poi tramite la scrittura.

Come nasce il libro

Il libro è frutto di un percorso di crescita personale e spirituale, iniziato anni fa e consolidato grazie alla richiesta di un diacono che, ascoltando la loro testimonianza, li ha incoraggiati a mettere per iscritto ciò che vivevano. La Tau Editrice ha poi accolto il progetto.

Che cos’è l’“ecologia dell’amore”

Gli autori spiegano che l’ecologia dell’amore si ispira al concetto di “ecologia integrale” dei recenti Papi: non riguarda solo il rispetto dell’ambiente, ma anche la cura della natura umana. Il corpo, il cuore e la mente hanno una loro verità e una loro fisiologia che vanno rispettate anche nella vita affettiva e sessuale. Vivere secondo questa ecologia significa armonizzare la relazione con ciò che siamo davvero.

Spiritualità e sessualità nel matrimonio

Per Antonio e Luisa, l’unione fisica degli sposi non coinvolge solo il corpo, ma tutta la persona: spirito, cuore, mente. È un’esperienza di comunione profonda che può diventare anche un’esperienza di Dio. La castità coniugale non è astinenza, ma purificazione dell’amore da egoismo, pornografia e dinamiche che riducono l’altro a oggetto. È un cammino di cura reciproca, tenerezza e servizio quotidiano.

Contraccezione e metodi naturali

Nell’ecologia dell’amore rientra anche il rispetto della fisiologia del corpo. Per questo gli autori sottolineano che la contraccezione non è coerente con questa visione, mentre i metodi naturali valorizzano la verità del corpo e la collaborazione tra i coniugi.

Castità per tutti

La castità, spiegano, riguarda ogni stato di vita: fidanzati, sposi, consacrati, separati. Per i fidanzati significa vivere la tenerezza senza anticipare il dono totale del corpo, che appartiene al matrimonio. Il corpo “parla” un linguaggio definitivo: fuori dal matrimonio rischia di dire una menzogna, perché il cuore non è ancora impegnato per sempre.

Amore e innamoramento

Gli autori distinguono nettamente tra innamoramento (sentimento passeggero) e amore (scelta). L’amore vero è quello che Gesù mostra sulla croce: non un’emozione, ma una decisione di donarsi anche quando non si “sente” nulla. Il matrimonio cristiano è liberante perché offre un amore stabile e incondizionato, che permette alla persona di crescere e migliorarsi.

Matrimonio naturale e matrimonio sociale

Il matrimonio naturale, presente nel cuore di ogni uomo e donna, si fonda su cinque pilastri:

  • unicità
  • fedeltà
  • fecondità
  • socialità (rendere pubblico il legame)
  • indissolubilità

Le deviazioni culturali (come la poligamia) non rispondono al desiderio profondo del cuore umano, che cerca un amore unico e totale.

Perché aumentano i divorzi

Secondo gli autori, oggi ci si sposa aspettando che l’altro ci renda felici, invece di chiedersi come rendere felice l’altro. La mancanza di fede porta a vivere il matrimonio “da poveri”, cercando nell’altro ciò che solo Dio può dare. Chi si sente amato da Cristo entra nel matrimonio già “ricco” e capace di donare anche quando l’altro è fragile.

Il nuovo libro

Antonio e Luisa presentano anche il loro secondo libro, Sposi sacerdoti dell’amore, dedicato al “sacerdozio degli sposi” e ispirato al Cantico dei Cantici, descritto come il sogno di Dio per la coppia.