1. Situazione epidemiologica secondo Gulisano

  • Il dottore sostiene che la gravità del COVID-19 in Italia, al momento dell’intervista, è drasticamente diminuita.
  • I decessi giornalieri attribuiti al virus sarebbero circa 6 al giorno, a fronte di 1600 morti quotidiani per altre cause (tumori, malattie cardiovascolari, incidenti).
  • Secondo lui, il virus non uccide più come a marzo-aprile perché:
    • si è imparato a curarlo meglio;
    • si interviene prima;
    • le terapie intensive non sono più sotto pressione.

2. Contagi vs malati

  • Gulisano distingue nettamente tra:
    • positivi al tampone (che non sono necessariamente malati);
    • malati veri e propri.
  • La maggior parte dei nuovi positivi sarebbe asintomatica o paucisintomatica.
  • Il tampone, dice, rileva solo la presenza del virus, non la malattia.

3. Chi rischia davvero

  • L’epidemia viene definita “geriatrica”: colpisce soprattutto anziani e persone con patologie pregresse.
  • I giovani positivi, secondo lui, non sviluppano forme gravi e non riempiono le terapie intensive.

4. Critiche al clima mediatico

  • Il dottore parla di “terrorismo mediatico” e di un governo che enfatizza i numeri dei contagi.
  • Ritiene che la paura diffusa abbia effetti negativi sulla salute mentale e sulle difese immunitarie.

5. Conseguenze sanitarie indirette

  • Denuncia il fatto che:
    • molti malati oncologici e cardiopatici hanno subito ritardi nelle diagnosi e nelle cure;
    • questo potrebbe causare più morti del COVID stesso.

6. Mascherine e guanti

  • Per Gulisano:
    • la mascherina serve solo nei luoghi chiusi e affollati;
    • all’aperto sarebbe inutile e potenzialmente dannosa;
    • i guanti non servono: è sufficiente lavarsi le mani.

7. Scuola e bambini

  • I bambini, secondo lui, non sono a rischio e non sviluppano forme gravi.
  • Ritiene eccessive le misure previste per la scuola (isolamento dei bambini con febbre, protocolli rigidi).
  • Cita l’esempio della Svizzera, dove le scuole sono state riaperte senza particolari problemi.

8. Lockdown

  • Gulisano considera impossibile e dannoso un nuovo lockdown:
    • per l’economia,
    • per la salute mentale,
    • per la gestione delle altre malattie.

9. Vaccino

  • Esprime scetticismo sui vaccini sviluppati in pochi mesi:
    • un vaccino efficace e sicuro richiederebbe 5–6 anni;
    • teme effetti collaterali;
    • ritiene che il virus potrebbe sparire da solo, come la SARS del 2002.

10. Aspetti religiosi

  • Conclude auspicando un ritorno alla normalità anche nelle celebrazioni liturgiche, criticando l’uso delle mascherine in chiesa e il “terrore liturgico”.