Papa Martino V, e il Giubileo della bellezza

Papa Martino V, e il Giubileo della bellezza

#Papa #Martino V fu il #Pontefice della rinascita della città di #Roma, e quando si parla di rinascita s’intende tutto ciò che riguarda la bellezza.

Il Papa voleva rendere la città eterna veramente splendida, e quando arrivavano a Roma i turisti o i fedeli, sarebbero dovuti restare a bocca aperta dinanzi ai monumenti e alle opere d’arte che per volere del santo Padre sarebbero state realizzate dai grandi dell’epoca, che poi sarebbero entrati nei libri di storia.

Il Papa spalancò le porte della capitale a nomi del calibro di :

Brunelleschi, Donatello, Pisannello e Masaccio.

Grazie a questi grandi nomi, inziò la primavera artistica della scuola romana, grazie alla quale poi tutto il mondo prese ispirazione, e Roma divenne la città più bella del mondo, definita anche il giardino d’Europa.

Ma il Papa non si accontentò di avere questi grandi artisti al servizio dell’arte della fede e delle immense bellezze che erano chiamati a realizzare.

Il Papa nel 1423 indisse un Grande Giubileo della rinascita romana e della bellezza, era la prima volta che in un Giubileo si parla dell’arte come forma di arricchimento della fede terrena.

A questo Giubileo prese parte anche San Bernardino da Siena, convocato dal Papa proprio per dare infervorare gli animi dei pellegrini che giungevano a Roma, ma anche dei grandi artisti, che per desiderio del Pontefice, proprio dalle parole del santo senese, avrebbero dovuto prendere ispirazione per creare capolavori di rara bellezza.

Il Papa voleva che l’arte si fondesse con la preghiera e con la meditazione, in modo che quando i pellegrini non solo del Suo tempo ma anche del nostro, sarebbero giunti a Roma, alla vista di queste opere monumentali, nel cuore dei fedeli, fosse nato un sentimento di bellezza e di gioia che gli invitava a pregare e a meditare Dio.

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Il Papa voleva una bellezza storica per celebrare Gesù, e questa gli venne data.