Il prof. Giuseppe Noia, docente di Medicina Prenatale al Policlinico Gemelli e presidente dell’Associazione Italiana Ginecologi Ostetrici Cattolici, interviene per chiarire il rapporto tra gravidanza e contagio da coronavirus.
2. Trasmissione del virus dalla madre al bambino
- Studi pubblicati su Lancet e Pediatrics indicano che non esistono evidenze di trasmissione verticale (madre → feto).
- I neonati analizzati non presentavano il virus nel:
- sangue
- liquido amniotico
- latte materno
- secrezioni vaginali
- Anche se la casistica è limitata, i dati sono considerati solidi perché provenienti da donne del focolaio di Wuhan.
3. Rischi e gestione della gravidanza in caso di contagio
- Le donne in gravidanza seguono gli stessi protocolli delle altre persone: monitoraggio dei sintomi, eventuale quarantena, valutazione clinica.
- Gli ospedali hanno creato percorsi protetti per le gestanti positive.
- Il sistema immunitario della donna in gravidanza non è realmente immunodepresso, come spesso si crede. Subisce modifiche fisiologiche, ma non tali da renderla più vulnerabile in modo significativo.
4. Gravità della malattia nelle donne incinte
- I dati mostrano che la gravità delle polmoniti in gravidanza non è superiore a quella delle donne non gravide.
- Un solo caso ha richiesto ventilazione e parto cesareo anticipato, con esito positivo sia per la madre che per il bambino.
5. Rischi per il bambino
Non risultano aumentati:
- aborti spontanei
- parti prematuri
- ritardi di crescita intrauterina (se non in casi legati alla gravità della malattia materna)
- malformazioni
Il quadro generale è rassicurante per tutti i trimestri di gravidanza.
6. Tipo di parto e allattamento
- Non esiste indicazione scientifica a preferire il taglio cesareo: molte donne positive hanno partorito per via naturale con neonati sani.
- L’allattamento è possibile, ma con precauzioni (mascherina, igiene). Alcuni centri preferiscono rimandarlo di 10–14 giorni, facendo tirare il latte.
7. Il decalogo dell’Associazione “Il Cuore in una Goccia”
Il professore ricorda sette indicazioni di buon senso e fede:
- Seguire le regole dello Stato e della Chiesa.
- Vivere l’obbedienza come testimonianza cristiana.
- Restare a casa per interrompere la catena del contagio.
- Uscire solo per necessità reali.
- Evitare video e messaggi che generano ansia.
- Offrire digiuni.
- Usare questo tempo per pregare e crescere spiritualmente.
Il prof. Noia invita alla serenità:
- i dati scientifici sono rassicuranti per le donne in gravidanza;
- la fede e il buon senso aiutano a vivere questo tempo con responsabilità e speranza.
















