L’intervista racconta la storia di Alma, una donna che vive a Como e che ha affrontato e superato un linfoma non Hodgkin, una malattia scoperta per caso nel 2017 dopo aver notato dei linfonodi ingrossati al collo. Fino a quel momento non aveva avuto alcun sintomo.
La sua storia personale
Alma conosce il marito Claudio tramite il lavoro: lui a Como, lei a Roma. Dopo anni di telefonate professionali, decidono di fare una vacanza insieme e nasce la loro relazione. Alma si trasferisce a Como, convivono e poi si sposano.
È una donna creativa, appassionata di pittura, cucito, moda e cucina. Questi hobby l’hanno sostenuta anche durante la malattia.
La scoperta della malattia
La diagnosi arriva inaspettata. Alma racconta lo smarrimento iniziale, il rifiuto e la classica domanda: “Perché proprio a me?”. Con il tempo comprende che la malattia può colpire chiunque e che non esistono “categorie protette”.
Il ruolo della famiglia
Claudio è stato un sostegno fondamentale. Entrambi avevano fatto volontariato con malati terminali, e questo li aveva preparati a comprendere che quando si ammala una persona, “si ammala tutta la famiglia”.
La fede
Credente, Alma vive inizialmente un rapporto conflittuale con Dio, fatto di domande e dolore. Poi ritrova una serenità interiore che la aiuta ad affrontare il percorso. Ricorda anche le parole di Gesù sulla croce, che le fanno sentire “legittima” la sua sofferenza.
Come la malattia cambia la vita
La malattia le ha insegnato a dare nuove priorità: non rimandare, dire subito alle persone ciò che si sente, vivere il presente. Capisce che la vita può cambiare all’improvviso.
La guarigione
La malattia è in remissione. I medici non possono garantire che sia scomparsa definitivamente, ma Alma parla di una guarigione interiore, fatta di accettazione (che non è rassegnazione) e consapevolezza. Coltivare speranza e fiducia è stato essenziale.
Il sistema sanitario
Nel suo caso, Alma racconta di aver trovato personale competente e umano che l’ha guidata passo dopo passo, senza difficoltà burocratiche.
Il libro
La sua storia è stata raccolta da padre Rocco Spagnolo nel libro “Una vita all’improvviso”, con prefazione di mons. Giovanni D’Ercole. Alma spera che la sua testimonianza possa aiutare chi sta combattendo contro il tumore.
Il messaggio finale
Alma incoraggia i malati e le famiglie a:
- vivere un giorno alla volta
- affidarsi alle cure
- cercare serenità interiore
- non perdere la speranza
- provarci sempre, anche quando sembra difficile
















