Arquata del Tronto, dal terremoto non si rinasce ma si nasce

Arquata del Tronto, dal terremoto non si rinasce ma si nasce

Arquata del Tronto è un paese “scomparso” a causa del terremoto del 24 agosto 2016, che ha colpito tutte le zone limitrofe compreso Amatrice. Tutt’oggi Arquata come altri paesi delle Marche, portano il segno del dolore, della morte e della sofferenza, in ogni angolo delle strade, dove ancora si possono vedere ad occhi nudi, le case distrutte, i calcinacci e tanta tristezza. Ma tutto questo è accompagnato dalla forza di andare avanti degli stessi cittadini “sopravvissuti” e dalla speranza di un domani migliore.

Ad Arquata ricordiamo che il terremoto ha spezzato la vita di 51 persone e per non bastare anche lo scorso inverno è sopraggiunta la neve a 3mt di altezza.

Ieri proprio ad Arquata in occasione del meeting dei giornalisti cattolici e non, vi sono state le testimonianze del Sindaco, dei Vescovi e dei sopravvissuti.

Il sindaco Aleandro Petrucci ha riferito ai presenti che la speranza potrebbe arrivare con la costruzione di 26 case da settembre in poi, ed esponendo questo progetto ha voluto specificare che non si parla di cittadini terremotati ma di una popolazione Ri-terremotata, proprio perchè sono stati colpiti dal sisma per ben 2 volte.

La cosa triste che durante le testimonianze delle varie autorità, è emersa è proprio il fatto che i danni del terremoto, non vengono più attenzionati dai media e che la burocrazia sta creando enormi disagi.

Le case sono ancora diroccate ma c’è tanto bisogno di amore perchè il problema di chi è rimasto vivo dalla tragedia è proprio, afforntare il dopo terremoto cercando di nascere una seconda volta.

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Dopo il sindaco, ha dato testimonianza la Sig.ra Simona Brandi che grazie a Dio, durante il terremoto non ha perso alcun familiare ma soltanto la sua attività commerciale. Ha ringraziato pubblicamente Mons. D’Ercole per l’aiuto spirituale che ha ricevuto ma non solo, ha ringraziato la curia per il forte sostegno economico che le hanno dato al punto da poterle permettere di riaprire la sua attività.

E’ un esempio di coraggio per molti concittadini.