L’intervista nasce dalla viralità di un’omelia pronunciata da don Lillo nell’estate precedente, in cui criticava il DDL Zan. L’omelia è tornata a circolare sui social in vista della possibile approvazione della legge.

Don Lillo è:

  • parroco del Santissimo Crocifisso di Belmonte,
  • vicario episcopale dell’Arcidiocesi di Palermo,
  • membro dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân,
  • impegnato nella diffusione della dottrina sociale della Chiesa.

2. Perché critica il DDL Zan

Don Lillo individua due motivi principali:

a) Introduzione della teoria del gender

Secondo lui, dietro la lotta alla discriminazione si nasconderebbe l’introduzione di una visione antropologica che:

  • nega la natura e l’identità sessuata,
  • permette di scegliere sesso e orientamento “momento per momento”,
  • scardina l’idea di creatore, ordine e valori universali,
  • rischia di entrare perfino negli asili.

b) Limitazione della libertà di espressione

Definisce il DDL Zan una “legge bavaglio”, perché:

  • chi esprime opinioni su matrimonio, famiglia o sessualità potrebbe essere accusato di discriminazione,
  • la clausola che richiama l’art. 21 della Costituzione sarebbe insufficiente,
  • il giudizio su cosa sia “discriminatorio” sarebbe affidato a magistrati non sempre imparziali,
  • in altri Paesi con leggi simili si sono verificati arresti o sanzioni verso predicatori e docenti.

3. Criticità giuridiche e antropologiche

Don Lillo sottolinea che:

  • una legge non può definire concetti come sesso, genere o orientamento, che appartengono a campi etici, filosofici e scientifici;
  • ciò rischia di avvicinare lo Stato a una forma di autoritarismo;
  • i diritti, nell’ordinamento italiano, sono basati sul sesso biologico, non sul genere;
  • la legge creerebbe categorie privilegiate, come un tempo i nobili rispetto ai plebei.

4. Incompatibilità con la dottrina sociale della Chiesa

La legge sarebbe contraria alla dottrina sociale per due motivi:

  • viola la libertà di espressione, che per la Chiesa è un valore fondamentale;
  • introduce ingiustizie sociali, creando cittadini più tutelati di altri.

5. Cosa deve fare la Chiesa

Secondo don Lillo, la Chiesa deve:

  • parlare con maggiore coraggio, anche a rischio di persecuzioni,
  • difendere la libertà di predicazione del Vangelo,
  • pregare perché prevalga la volontà di Dio,
  • educare a una fede integrale, non “light” o relativista.

6. Rispetto delle persone

Don Lillo ribadisce che:

  • le sue critiche sono rivolte alla legge, non alle persone,
  • ogni persona va rispettata nella verità e nella carità,
  • il rispetto autentico nasce da una corretta educazione, non dal relativismo.