Giacomo Celentano “La sofferenza mi ha portato alla Fede”

Giacomo Celentano “La sofferenza mi ha portato alla Fede”

Adriano Celentano, in un famoso Sanremo di qualche anno fa, si trovò ad essere criticato per aver fatto cadere l’attenzione, con un richiamo, sulla vita eterna.
Ti capita di pensare al giudizio eterno, al Paradiso, all’inferno e al Purgatorio?
Io ci penso molto spesso, se non addirittura tutti i giorni. Io non mi sento un convertito, mi sento un anima in cammino.
Sto facendo un cammino di conversione che è diviso in 3 tappe: la prima tappa, è quella in cui l’anima scopre Dio, la seconda tappa è la più lunga, può durare anche anni, ed è quando l’anima si purifica dai suoi difetti, dai suoi vizi e peccati, infine c’è la terza tappa che avviene quando l’anima sposa, vive l’unione con il suo Sposo cioè con Cristo.
Io mi sento nella seconda tappa, nel momento della purificazione. E’ una tappa molto lunga, bisogna avere molta pazienza con se stessi, perché il Signore permette delle cadute per farsì che noi diventiamo umili.
Bisogna perseverare, perché quando poi il Signore, riterrà opportuno, finalmente comincerà a concedere delle vittorie a quest’anima che si purifica.

Giacomo, sei sposato con Katia e avete un bellissimo bambino di 8 anni, Samuele.
Da fidanzati, avete praticato 5 anni di castità.
Oggi la castità, sembra essere persa o dimenticata. Viviamo in una società in cui tutto sembra essere concesso…
Da fidanzati, io e Katia, abbiamo fatto la scelta della castità. Non c’è ne siamo mai pentiti, anche se personalmente, una volta sono caduto, perché siamo uomini fragili, ma al Signore importa che ci sia l’impegno.
Però prima di sposarci, io e Katia, non abbiamo mai fatto l’amore insieme e questo passo è molto bello, perché la sessualità vissuta all’interno del matrimonio, è un qualcosa che edifica il matrimonio stesso e gli sposi, unendoli.
Tutto questo si può sperimentare solo se prima si è vissuta la castità prematrimoniale, perché è bello sposarsi e donarsi completamente e interamente all’altro, e poi perché la castità oggi, è un valore da riscoprire.
Gesù diceva: “Ciò che io dico alle vostre orecchie sussurrandovelo, voi gridatelo sui tetti”. Gesù voleva farci capire, che non c’è niente che non debba essere manifestato.
Penso che dobbiamo riscoprire il Vangelo e capire che Gesù è il Salvatore dell’uomo, anche oggi nel terzo millennio.

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Che cos’è per te Medjugorje?
Io sono stato a Medjugorje nel 2010 con un gruppo di amici. Ho vissuto un momento molto toccante, quando di sera, siamo saliti sul monte dell’apparizione, m’inginocchiai davanti la statua della Madonna bianca, e cominciai a pregare fervorosamente.
Poi arrivarono altri pellegrini, ci prendemmo tutti per mano e cominciammo a pregare tutti insieme. E’ stato veramente un bel momento.
Io sono stato anche a Lourdes. La differenza che c’è tra questi due luoghi santi è che a Lourdes, si va per chiedere una guarigione, a Medjugorje si va per pregare.
A Medjugorje si scopre Maria come Mamma, e sempre lì, la Regina della Pace è essenzialmente maestra di preghiera.
Questo lo si vede anche dai suoi messaggi.
Spero di tornarci con la mia famiglia, con Katia e Samuele.
Una cosa che mi ricordo è che, quando tornai da Medjugorje, mi sentivo molto carico spiritualmente, per diversi giorni.