La puntata affronta il tema “Covid e Chiesa”, concentrandosi sulle misure preventive adottate durante la pandemia e sulle loro conseguenze sulla vita ecclesiale. Ospite dell’episodio è il dott. Paolo Gulisano, medico specializzato in epidemiologia e medicina preventiva.
Punti principali trattati
1. Le restrizioni nelle chiese
- Mascherine, distanziamento, comunione solo sulle mani, niente acqua benedetta, niente scambio della pace.
- La CEI ha applicato con grande rigore le indicazioni del governo, talvolta andando oltre.
- Secondo Gulisano, le chiese sono ambienti a basso rischio per via della grande cubatura d’aria e della buona aerazione.
2. Crollo della partecipazione alla Messa
- In molte diocesi, come Milano, si registra un calo fino al 50% dei fedeli.
- Gli anziani hanno paura; molti giovani si sono disaffezionati.
- La comunicazione ecclesiale, che invitava a seguire le Messe in TV, avrebbe contribuito alla perdita del senso della partecipazione reale.
3. Comunione: mani o bocca?
- Gulisano sostiene che non esiste un rischio reale nel ricevere la comunione in bocca.
- Ricorda che anche durante epidemie più gravi (come la Spagnola) la comunione veniva distribuita normalmente.
- Un gruppo di medici ha scritto alla CEI e al Papa per chiedere di rivedere la norma, ma senza ricevere risposta.
4. Misure ritenute eccessive o illogiche
- Distanziamento tra membri della stessa famiglia seduti in chiesa.
- Chiese chiuse per mancanza di uscite separate.
- Eccessiva paura che avrebbe scoraggiato i fedeli.
- In altri Paesi (es. Irlanda) le misure sono state più leggere.
5. Conseguenze spirituali e pastorali
- Secondo Gulisano, la Chiesa ha trasmesso un messaggio di paura, non di speranza.
- La comunione è stata trattata come un rischio sanitario, quasi negandone il valore sacramentale.
- I sacerdoti, in molti casi, sono stati poco presenti accanto ai malati e ai morenti.
- Si rischia una “auto-dissoluzione” della Chiesa, diventata — secondo l’ospite — troppo simile a un’istituzione sociale e non più madre e maestra.
6. Speranza di ritorno alla normalità
- L’ospite auspica la fine dello stato di emergenza e il ritorno a Messe normali, con segno della pace, acqua benedetta, celebrazioni piene.
- Invita a recuperare coraggio, fede e fiducia nella presenza di Cristo.
- Critica interpretazioni “neopagane” che vedono la pandemia come punizione della “Madre Natura”.
















