La Dott.ssa Jlenia Caccetta e suo marito Roberto, al servizio della vita “dono di Dio”

Introduzione

Insieme alla Fon. “Il cuore in una goccia” del Prof. Giuseppe Noia, la Dott.ssa ginecologa Jlenia Caccetta e suo marito Roberto, portano avanti una missione al servizio della vita nascente.

“La vita è un dono di Dio” va custodita e difesa con amore e determinazione. Quando a capire questo e a seminare questo, sono proprio i medici che si battono con tutte le loro forze, assistiti dal Signore e usando la loro conoscenza per salvare “vite umane” piccole e indifese … allora vuol dire che ci troviamo d’innanzi ad un grande esempio di vita, di amore, un vero e proprio servizio a Dio attraverso la vita stessa dei bambini che iniziano a far battere il loro cuoricino nel grembi della mamme.

Questo è proprio quello che fanno da qualche tempo ormai, Jlenia e Roberto. Una giovane coppia di sposi, ferventi nella fede.

Jlenia Caccetta è Responsabile dell’ambulatorio di Ginecologia ed Ostetricia del Poliambulatorio Centro Medico “Le zagare”-S. Giovanni La Punta (CT) e suo marito Roberto è ricercatore di statistica (Rtda) presso il dipartimento di Economia(Università di Catania), insieme sono i referenti dello Sportello itinerante di accoglienza per le  maternità difficili della “Fondazione il cuore in una goccia onlus”.

 

Jlenia, tu conosci quello che oggi è tuo marito Roberto, grazie ai 10 comandamenti di don Fabio Rosini. Ci racconti com’ è avvenuto quest’incontro?

Ci siamo conosciuti al percorso dei 10 comandamenti con Don Fabio il 4 febbraio 2013, tutti e due avevamo saltato i primi due incontri introduttivi perché poco convinti di affacciarci a questa esperienza…eravamo lontani dalla chiesa a quel tempo. Ci avevano trascinati lì i nostri rispettivi coinquilini che sono fratello e sorella. Affinché la nostra missione avesse del profetico non ci siamo fidanzati subito però! Prima la Parola di Dio doveva scavare nei nostri cuori, innamorarci di Lui e solo dopo aprirci l’uno l’altra. Così dopo una “gestazione” di 9 mesi (guarda caso, appropriato per una ginecologa no?)  ci siamo fidanzati il 7 dicembre 2013 al ritiro del VI comandamento…quindi si faceva sul serio allora, la grazia del fidanzamento casto e tante prove ci hanno fatto capire che eravamo chiamati da sempre a sposarci in Cristo e che Lui con noi voleva fare qualcosa di grande

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Vi sposate il 7 gennaio 2017 e questa non è una data scelta a caso. Perché?

Appena Roberto mi ha chiesto di sposarlo dopo due secondi eravamo già lì a scegliere la data, non vedevamo l’ora! Pensammo dapprima al 7 Dicembre data del nostro fidanzamento, poi optammo per una data per il matrimonio che fosse diversa da quella del fidanzamento, ci piaceva comunque l’idea di sposarci nel periodo peri-natalizio ma Roberto insisteva per mantenere il 7 (mio marito è statistico, si vede no che è fissato per i numeri?) così la scelta cadde sul 7 Gennaio, controllammo la liturgia del giorno e la prima lettura diceva “ beato l’uomo che segue i tuoi comandamenti”, a quel punto la scelta era fatta, era la data che aveva scelto noi e non il contrario.            E la data del 7 Gennaio ripensandoci ha proprio del profetico, ci siamo resi conto che siamo un po’ un quarto Re Magio arrivati un po’ in ritardo rispetto agli altri tre… ad adorare un bambino che non è come i re magi si aspettavano che fosse, non esattamente un rampollo regale, ma un bambino fasciato da morto, avendo in sé già la sua profezia pasquale, esattamente come tanti bambini che avremmo incontrato ed accompagnato nella nostra vita.

 

Nel 2016 eri specializzanda al policlinico Umberto I di Roma. Lì inizia la tua battaglia contro l’aborto terapeutico, il rifiuto della fecondazione assistita e il diritto ad essere obiettore di coscienza. Immagino che non debba essere stato facile combattere contro le idee radicalizzate dei colleghi?

Potete capire come con questa mia, nostra missione mi sia fatta terra bruciata attorno a me, ero completamente sola fatta eccezione per mio marito che fa un po’ il Cireneo del Cireneo e dei nostri gruppi di preghiera ovviamente. Già in quel periodo stavo proprio lottando, piccola ma guidata da Dio, in ospedale per il mio diritto all’obiezione di coscienza attiva, rifiutandomi di ruotare nei servizi di PMA (fecondazione assistita) e di IVG (interruzione di gravidanza), sconvolgendo colleghi e dirigenti con la mia battaglia, mai polemica, mai ideologica…mai contro qualcosa ma a favore di qualcosa, anzi qualcuno!  Me ne hanno dette e fatte di tutti i colori ma puoi fare tutto da sola o con il miglior alleato: Cristo. Se ingaggi una battaglia sulla polemica stai dicendo: risolvo tutto con la mia testa ed il demonio ti frega perché è più intelligente di te. Inoltre, inevitabilmente si creerebbero scissioni, divisione… dunque, proprio quello che vuole “quello del piano di sotto”.

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Ma non è a questo che siamo chiamati. E poi se anche fossimo i principi della retorica e non perdessimo un solo colpo di dialettica falliremmo lo stesso perché non porteremmo a Cristo, al massimo porteremmo a noi stessi. Quando porto qualcuno a Cristo allora? Quando sto piantata in Lui e con Lui quindi, posso rimanere mite pur se impalata sulla croce. E come fai quando ti fanno un’ingiustizia? “Sii un tizzone ardente di carità!” Mi disse una volta Suor Laura, una camilliana; e sì, è proprio vero, la mitezza sconvolge, sorprende, sbaraglia e sfonda le barricate del cuore, ti fa chiedere: “Assurdo! Chi c’è dietro tutto questo?” Dio! Ed allora succede che a volte anche i cosiddetti “nemici” ti seguano per seguire LUI!