L’intervista racconta la storia spirituale di Elena Golia, originaria di Aversa, la cui vita è stata profondamente segnata dall’incontro con tre figure straordinarie: Padre Pio, don Dolindo Ruotolo e don Giuseppe Tomaselli.
Da adolescente, Elena viveva un periodo di inquietudine e crisi personale. Su suggerimento della madre, incontrò Padre Pio a 16 anni: la prima confessione fu dura e sconvolgente, ma il bacio alla mano del santo le provocò una forte elevazione interiore che segnò l’inizio del suo cammino spirituale.
Successivamente si trasferì a San Giovanni Rotondo per studiare come infermiera professionale a Casa Sollievo della Sofferenza. Qui conobbe padre Innocenzo, cappellano e confessore molto vicino a Padre Pio, che la guidò spiritualmente e le riferì un messaggio del santo: “Comportati bene: nella misura in cui ti comporterai, sarai mia figlia.”
Dopo la morte di Padre Pio, Elena incontrò don Dolindo Ruotolo, con cui instaurò un rapporto epistolare. Don Dolindo le parlò della necessità di preghiera e penitenza per l’umanità e le confidò alcune intuizioni spirituali e profetiche.
Nel 1969, afflitta da una grave malattia reumatica, Elena conobbe don Giuseppe Tomaselli, sacerdote salesiano dotato – secondo la testimonianza – di un carisma di guarigione. Dopo la sua preghiera, Elena sperimentò una guarigione immediata e definitiva, confermata dal fatto che pochi giorni dopo riuscì a salire senza affanno una collina, episodio che lei collega simbolicamente al “mandorlo in fiore” citato nel libro di Geremia.
L’intervista tocca anche temi spirituali centrali per Elena:
- la purezza del cuore e della mente,
- la lotta contro il male,
- la devozione mariana,
- l’importanza della confessione e della vita sacramentale.
Oggi Elena testimonia la sua esperienza attraverso libri e incontri, desiderosa di trasmettere ciò che ha ricevuto da queste tre figure spirituali.
















