La moglie Paola ci racconta chi era Roberto Bignoli

Roberto Bignoli e Paola Maschio

Introduzione

I Racconti di una moglie innamorata di un cantautore mariano.

 

Il cantautore di musica cristiana Roberto Bignoli (uno dei più grandi che siano mai esistiti nella Christian Music) ci ha lasciati lo scorso 13 marzo 2018, tornando alla casa del Padre, dopo una lunga malattia. Il cuore di Roberto Bignoli (come intitola il suo libro) ha cantato per tutta la vita.

Bignoli ha riscoperto la fede durante un pellegrinaggio a Medjugorje, lui amava cantare la bellezza e la gioia dell’incontro con Dio.

La moglie Paola Maschio, ci racconta chi era Roberto, che marito e padre è stato ma soprattutto condivide con noi, la fede che questo grande uomo ha incontrato in circostanze del tutto provvidenziali.

Paola è una donna forte, nonostante il distacco fisico, la sua fede la porta ad andare avanti, a credere alla presenza di Roberto attraverso la preghiera, i sacramenti e l’amore che li ha uniti e continuerà sempre ad unirli.

Chi era Roberto Bignoli

Dai racconti di Paola, Roberto è stato colpito dalla “poliomielite” all’età di un anno, la malattia non è mai stata un peso per lui, diverso  invece, lo faceva sentire chi lo guardava con occhi diversi.

Con la scoperta della fede, la sua malattia è diventata la sua forza, ha accettato la sofferenza con gioia, abbracciando la sua croce con uno spirito forte e sereno. La poliomielite è diventata una grazia che gli ha permesso di arrivare al cuore di Dio e di sentirsi amato dal Signore. Roberto ha vissuto tra il collegio di Don Gnocchi e gli ospedali ,  e poi verso i 13 anni  è stato spostato in un centro giovanile a Milano, per compiere gli studi superiori. Scelse ragioneria ma al secondo anno smise di studiare, e decise di prendere sacco a pelo e chitarra e con un amico partì per  nuove strade. Arrivò fino in Spagna.

Leggi di più:  La musica è il miracolo che Dio ha fatto nella mia vita

In quegli anni aveva conosciuto i figli dei fiori, beat generation, era abituale fare uso di droga, e avere una vita molto alternativa e anarchica, un giorno fu trovato con della droga e fini in carcere a San Vittore a Milano per 24 giorni che terminarono perchè uscì la legge che per uso proprio la droga poteva essere tenuta e fu rilasciato senza processo e con  fedina penale pulita. Uscendo dal carcere, fu il momento più duro della sua vita perché non aveva né un lavoro e né una casa, visse un periodo di sopravvivenza e di emarginazione.

Delle persone lo incontrarono e decisero di spostarlo a Varese, gli diedero una casa e un lavoro al comune.

Nel suo cuore però c’era molta rabbia , e cosi si mise a frequentare i circoli della sinistra extraparlamentare, a credere nell’uso della violenza , negli espropri proletari e nella sua abitazione si preparavano le bombe molotov, ma la sua vita era sempre in battaglia e in tormento e cosi decise di lasciare la politica da parte.

In quel momento cominciò a ricordarsi che amava la musica, avvenne lì il passaggio al mondo musicale anche se era ancora attivo nel mondo politico in quanto partecipava a molte feste dell’unità, ma cominciava a cambiare e a scrivere nuovi testi di amore e pian piano entrò nel mondo dello spettacolo partecipando ai primi festival, fece da spalla e conobbe alcuni artisti come Loredana Bertè, Alberto Fortis, Fabrizio De Andrè Pino Daniele ecc …. e capì che il mondo della musica era importante per la sua vita per dimostrare che Roberto Bignoli malgradoo tutto il suo passato poteva essere un uom di successo.