L’intervista si svolge nel pieno dell’emergenza sanitaria e affronta il tema della fede vissuta in un tempo in cui i sacramenti non sono facilmente accessibili. Mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e Palestrina, racconta come anche per lui sia doloroso non poter celebrare con il popolo, ma sottolinea che proprio in questa situazione la Parola di Dio acquista una forza nuova e diventa il luogo privilegiato dell’incontro con Cristo.

Il vescovo ricorda che Dio non abbandona mai, e che l’incontro con Lui avviene prima di tutto nel cuore, come insegna il Vangelo della Samaritana. Commenta anche le parole di Papa Francesco, che ha invitato i fedeli a non pensare che Gesù “dorma”, ma a riconoscere la sua presenza nella barca dell’umanità.

Si parla poi dell’uso dei mezzi di comunicazione: strumenti che il vescovo stesso ha riscoperto per trasmettere Messe, Rosario e Via Crucis, raggiungendo persone isolate o malate. Pur ribadendo che l’incontro reale non potrà mai essere sostituito da quello virtuale, riconosce che la tecnologia può aiutare la preghiera familiare e correggere pratiche non corrette.

Mons. Parmeggiani chiarisce anche le parole del Papa sulla confessione in tempo di emergenza: quando non è possibile accedere a un sacerdote, il fedele può chiedere perdono a Dio con sincero pentimento, con il proposito di confessarsi appena possibile.

Ampio spazio è dedicato alla Settimana Santa vissuta in casa: il vescovo indica gli orari delle celebrazioni del Papa e della diocesi, e suggerisce semplici gesti domestici per vivere i riti (lavanda dei piedi, adorazione della croce, preghiera in famiglia, simboli per i bambini).

Nel messaggio finale, il vescovo condivide le sue stesse paure e fragilità, ricordando che siamo tutti “sulla stessa barca”. Invita alla speranza, alla solidarietà, alla riscoperta dei rapporti umani e alla capacità di perdonarsi nelle famiglie. Conclude assicurando che Dio non ritira mai la sua mano, e impartisce una benedizione a malati, operatori sanitari e a tutti gli ascoltatori.