Nel pieno del tempo quaresimale segnato dalla quarantena, Cristiani Today ospita Mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti ed ex sottosegretario della CEI, per offrire una parola di speranza ai fedeli.

Mons. Pompili commenta il recente decreto del Cardinale Angelo De Donatis, che affida a sacerdoti e fedeli la responsabilità dell’accesso alle chiese, evitando chiusure totali ma garantendo la sicurezza sanitaria. Pur restando aperti i luoghi di culto, la Chiesa – in obbedienza alle indicazioni sanitarie – ha sospeso le Messe con il popolo, invitando tutti a rimanere a casa per non favorire il contagio.

Il vescovo sottolinea che, sebbene manchi la dimensione fisica della comunità, la preghiera non è sospesa: parroci e fedeli stanno riscoprendo nuovi linguaggi, soprattutto attraverso la rete. Questa privazione, vissuta in spirito quaresimale, potrà aiutarci a valorizzare maggiormente la presenza fisica in chiesa quando tutto sarà finito.

Riguardo alla mancanza dell’Eucaristia, Mons. Pompili ricorda che Cristo è presente in molte forme: nella Parola, nella carità, nella solidarietà verso chi soffre. Medici, volontari e persone che si spendono per gli altri sono oggi segni concreti della presenza del Signore.

A chi interpreta la pandemia come un segno apocalittico, il vescovo risponde che l’Apocalisse non è un annuncio di catastrofi, ma una lettura spirituale del presente. La crisi attuale è piuttosto un bagno di umiltà per una generazione che si credeva al riparo da epidemie, fame e guerre. La pandemia ci ricorda che siamo tutti interconnessi e che la vita dell’altro è legata alla nostra.

Mons. Pompili invita i cristiani a vivere questo tempo con responsabilità, fiducia e speranza, senza lasciarsi dominare dalla paura. La fede diventa una risorsa preziosa per affrontare l’angoscia e per credere che, con l’impegno di tutti, questo momento difficile potrà essere superato.

In conclusione, il vescovo incoraggia a seguire le indicazioni della ragione e della scienza, ma anche a confidare nella forza che viene da Dio, che non abbandona mai il suo popolo. La puntata si chiude con la benedizione alle famiglie e con l’invito a vivere la domenica, pur a distanza, come giorno di risurrezione e comunione spirituale.